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Furto di identità digitale: cosa fare secondo la Polizia Postale

A cura del team Remove Me · Pubblicato il 5 novembre 2026 · 5 min di lettura

In breve

La Polizia Postale invita a non comunicare dati personali o bancari a chi li chiede per telefono, e-mail o messaggio, a fermare la conversazione e a richiamare l'ufficio con numeri noti. Se un account social viene rubato, si avvia il recupero della password o dell'account tramite la piattaforma e ci si reca presso un ufficio di polizia per la denuncia.

Questo articolo fa parte della guida completa: Guida completa contro phishing, spam, telemarketing e truffe online

Qualcuno ha usato i tuoi dati, oppure temi che stia per succedere. Le pagine della Polizia Postale (Commissariato di PS online) che abbiamo letto sono brevi: spiegano come agiscono i truffatori, cosa verificare prima di rispondere e come recuperare un account social rubato. Non descrivono una procedura legale completa e non indicano contatti di altre autorità. Ti diciamo quindi cosa c'è scritto e, dove le fonti tacciono, lo segnaliamo.

Come i truffatori ottengono i tuoi dati

In un articolo del 14 marzo 2025 la Polizia Postale osserva che le strategie dei cybercriminali per rubare i dati sono numerose e diversificate. Tra gli esempi:

  • richieste di confermare l'identità inviando copie di documenti;
  • richieste di fornire dati bancari per bloccare un pagamento sospetto;
  • richieste di aggiornare informazioni personali;
  • inviti a cliccare su link malevoli per evitare la sospensione di un servizio o per visualizzare un documento che ci riguarda.

Il punto su cui la Polizia insiste è che sono le stesse vittime a «consegnare» i propri dati rispondendo a comunicazioni che sembrano legittime ma non lo sono.

Perché è difficile riconoscerli

Secondo la Polizia Postale, con l'uso illecito dello spoofing e delle nuove tecniche di intelligenza artificiale i truffatori possono camuffare la propria identità e farci credere che l'interlocutore sia un operatore antifrode, un familiare, l'INPS, un agente di polizia o la nostra banca.

Anche il numero che compare sul telefono non è una prova. Nella pagina dei consigli si legge di diffidare di chi chiede i codici personali: sono truffatori anche se appaiono numerazioni o indirizzi ufficiali. Banche, Poste Italiane e Polizia Postale, aggiunge la pagina, non ti contatteranno mai per chiederti informazioni riservate.

Cosa fare prima di rispondere

Il consiglio dell'articolo è lo stesso per qualsiasi numero chiamante, mittente di e-mail o messaggio. Prima di comunicare dati personali e bancari:

  1. prenditi il tempo per riflettere e non farti guidare dalla fretta e dall'urgenza;
  2. verifica con cura che si tratti di una richiesta legittima;
  3. interrompi la conversazione e richiama l'ufficio o la persona che si presenta, usando numeri conosciuti e sicuri;
  4. non trasmettere copie di documenti e informazioni personali cliccando su link ricevuti tramite SMS o e-mail.

Proteggere i tuoi account

La pagina sui consigli invita a proteggere la privacy dei propri account usando profili privati e attivando l'autenticazione a due fattori. La pagina dedicata agli account social e di messaggistica aggiunge altri accorgimenti di cyber hygiene:

  • una password forte, efficace e complessa, da modificare almeno ogni tre mesi;
  • l'autenticazione a due fattori o la verifica in due passaggi, da attivare nelle impostazioni di sicurezza;
  • email e numero di telefono associati al profilo sempre aggiornati, per poter ripristinare le credenziali in qualunque momento;
  • nessun clic sui link ricevuti per messaggio e nessun invio di link e codici ricevuti tramite SMS. Anche se pensi che l'account appartenga a un tuo contatto, potrebbe essere stato rubato a sua volta;
  • profili chiusi, che impediscono a persone che non conosci di impossessarsi delle tue immagini e di acquisire informazioni personali.

Se un account è stato rubato

Per i profili social e di messaggistica la Polizia Postale descrive un percorso di recupero:

  1. Attiva la procedura di recupero della password dimenticata.
  2. Se riesci ad accedere all'account, attiva subito l'autenticazione a due fattori per non perderne di nuovo il possesso.
  3. Se non riesci a reimpostare la password perché hanno già modificato l'email e il numero associati, avvia la procedura di recupero dell'account rubato attraverso il centro assistenza della piattaforma.
  4. Recati presso un qualunque ufficio di polizia per formalizzare la denuncia.

Ricatti con immagini intime

La pagina dei consigli tocca anche un caso particolare: chi chiede foto o video intimi online potrebbe essere un truffatore, che poi può ricattare la vittima minacciando di diffondere le immagini se non paga. L'indicazione è di non vergognarsi e non cedere al ricatto, di conservare i messaggi e i profili social e di denunciare alla polizia.

Cosa le fonti non dicono

Le pagine consultate non descrivono cosa fare se un documento d'identità è già stato usato da terzi, non danno un elenco di enti da avvisare e non indicano numeri di assistenza. Non attribuiscono compiti specifici ad altre autorità. Per qualsiasi altra informazione la Polizia Postale rimanda al sito commissariatodips.it, dove è possibile compilare un modulo per chiedere informazioni agli esperti.

Vedere cosa è visibile su di te

L'analisi gratuita di Remove Me, senza bisogno di un account, cerca nei risultati web visibili pubblicamente, nei data breach pubblici noti (tramite Have I Been Pwned) e in un registro di data broker. Il report si sblocca con un codice a 6 cifre inviato per e-mail.

Un report vuoto non prova che nulla esista: mostra solo ciò che siamo riusciti a vedere. Remove Me non invia ancora richieste di cancellazione per conto tuo.

In sintesi

  • Non comunicare dati personali o bancari a chi li chiede, anche se il numero o l'indirizzo sembrano ufficiali.
  • Interrompi la conversazione e richiama usando numeri conosciuti e sicuri.
  • Proteggi gli account con password forte, verifica in due passaggi e recapiti aggiornati.
  • Se un account viene rubato, avvia il recupero tramite la piattaforma e formalizza la denuncia presso un ufficio di polizia.

Il team Remove Me

Domande frequenti

Come cercano di rubare i miei dati i truffatori?
Secondo la Polizia Postale chiedono di confermare l'identità inviando copie di documenti, di fornire dati bancari per bloccare un pagamento sospetto, di aggiornare informazioni personali o di cliccare su link malevoli. Sono spesso le vittime stesse a consegnare i dati.
Posso fidarmi se il numero o l'indirizzo sembrano ufficiali?
No. La Polizia Postale spiega che, con lo spoofing e le nuove tecniche di intelligenza artificiale, i truffatori possono camuffare la propria identità. Per questo consiglia di verificare con cura che la richiesta sia legittima.
Cosa faccio se mi hanno rubato un account social?
Avvia il recupero della password dimenticata. Se riesci ad accedere, attiva subito l'autenticazione a due fattori. Se hanno già cambiato email e numero, avvia il recupero dell'account rubato tramite il centro assistenza e formalizza la denuncia presso un ufficio di polizia.
Le fonti spiegano cosa fare se i miei documenti sono stati usati da altri?
No. Le pagine che abbiamo letto trattano soprattutto la prevenzione e il recupero degli account, non una procedura per documenti già usati da terzi.
Remove Me può cancellare i miei dati dopo un furto di identità?
No, non ancora. Remove Me offre un'analisi gratuita, senza account, ma non invia richieste di cancellazione per conto tuo.

Fonti

Il nostro metodo editoriale

Questo articolo è scritto dal team Remove Me a partire dalle fonti ufficiali citate qui sopra. Lo aggiorniamo quando queste fonti cambiano. Ha scopo informativo e non costituisce una consulenza legale personalizzata.

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